Crea sito

AUGUST BLUES: LA TRISTEZZA DI AGOSTO

Durante l’estate e in particolare ad agosto molte persone sentono un’insolita tristezza o malessere: si tratta dell’August Blues, più comunemente definita come la tristezza di agosto.
Questa sindrome estiva è stata rinominata August Blues dallo psichiatra Stephen Ferrando, direttore di psichiatria al Westchester Medical Center.

È una malinconia frequente e possiamo presupporre che, a seguito del difficile anno che stiamo vivendo, possa essere sperimentata molto di più per diversi motivi.

Ci si ritrova a vivere una serie di emozioni diverse e spesso inaspettate: tristezza, ansia, rabbia, malinconia o isolamento. A questi si aggiunge inadeguatezza e sensi di colpa per non riuscire a rispettare le aspettative e il desiderio di felicità e spensieratezza proprie e della società. 

Questo periodo ricorda molto quello natalizio: le serate in famiglia o con amici, momenti di condivisione, profumi e sapori tipici, canzoni e film in tema, spensieratezza e allegria. Ma come ben sappiamo (QUI IL MIO ARTICOLO SUL CHRISTMAS BLUES http://www.giorgiapetruccipsicologa.it/christmas-blues-la-tristezza-del-natale/ ) anche il Natale è fonte di disagio.

Quindi perchè quelli che dovrebbero essere la bella stagione per eccellenza e il mese dell’allegria, delle vacanze e del relax, non lo sono per tutti?
Vediamo una serie di motivi!

“L’estate sta finendo e un anno se ne va…”

…sto diventando grande, lo sai che non mi va! Il duo musicale Righeira cantava queste parole nell’estate del 1985 e ci ricordano che si ricomincia il lavoro, la scuola, l’università, gli impegni quotidiani. Vengono acquistate agende nuove, le liste dei buoni propositi sono aggiornate (QUI HO PARLATO DELL’IMPORTANZA DI AVERE OBIETTIVI REALI E CONCRETI http://www.giorgiapetruccipsicologa.it/anno-nuovo-vita-migliore/ ).
Per alcune persone è soprattutto la fine delle ferie, delle giornate libere dallo stress e dai doveri, dal loro “piccolo angolo di paradiso” e ciò può ovviamente rendere più nervosi o tristi: non sottovalutiamo il cosiddetto “panico da rientro”!

Uscire dalla propria comfort zone

Durante tutto l’anno la quotidianità è scandita, mentre ad agosto la routine viene scombussolata.
Anche la città cambia: è meno popolata, sono molte le attività chiuse, alcuni servizi sono accessibili più difficilmente. Ci si deve adattare maggiormente!

L’ansia della partenza

Andare in vacanze è sicuramente un’attività piacevole ma può essere accompagnata da ansia, apprensione, preoccupazione per ciò che si lascia, per l’incertezza di dove si andrà, per la compagnia o per non essere abituati a “staccare” dalla frenesia degli impegni.

Confronto con le altre persone

Si può tendere al confronto con gli altri se si nota che non si hanno abbastanza amici, non si ha un partner, si hanno maggiori obblighi familiari.
Sono questioni che creano una sofferenza tutto l’anno, ma ora possono essere sentite in modo più forte. Si può vivere come un fallimento non avere un/a fidanzato/a, degli amici per partire, sufficienti soldi per affrontare un viaggio o delle classiche cene estive.

La prova costume

Per alcune persone la “prova costume” è una vera e propria fonte di sofferenza. Siamo costantemente bombardati sui social network, in tv e sulle riveste di corpi perfettamente allenati e in forma, e ciò può acuire maggiormente le insicurezze personali.
Non ne sono però colpite solo le donne, come comunemente si pensa, perchè anche gli uomini soffrono il confronto con corpi più definiti o giovani.

Il caldo

Non sottovalutiamo il peso del caldo sull’ansia: si respira con più fatica e ogni sintomo è intensificato o esasperato perchè ci si può sentire più sensibili. Sono quindi molti i segnali del corpo a essere vissuti come allarmi di un forte disagio.

Ricordiamoci sempre ciò che contraddistingue le persone, cioè la naturale predisposizione al cambiamento, soprattutto da uno stato di malessere e di disagio.
Per questo è fondamentale rompere certi meccanismi e comprenderne i significati: in questo modo si potrà gestire la sofferenza e il disagio, aprirsi di più a se stessi e agli altri.